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Quattro Chiacchere Con Il Salone L’EON
Un progetto nasce sempre con un idea, e con la capacità di visualizzare ciò che ancora non esiste, ma che ha già preso forma nella nostra testa.
Scegliamo quindi di parlare con Bruno Leoni e, come sempre,un grande uomo è tale anche grazie alla presenza di una grande donna al suo fianco, nel nostro caso : Anna!
Bruno sa essere tanto sintetico e tanto analitico nello stesso tempo, ed alla domanda classica:
Perché ECS?
La sua risposta può sembrare uno slogan, ma non lo e’, è la convinzione delle sue idee che alimenta ogni risposta di Bruno, e questo ci rende fieri parlare con lui è come chiaccherare con un vecchio amico, che da sempre condivide le tue idee e questo, ti fa sentire particolarmente a tuo agio.
Ma lo scopo di queste interviste, non è propagandistico, non ci interessa dire quanto siamo bravi, e quanto siamo etici, chi ci conosce lo sa già!
Vogliamo raccontare davvero la storia di chi vive la realtà del salone bio-etico tutti i giorni, ne ha fatto il suo stile, il suo business, e se qualche suggerimento potrà essere utile ad altri colleghi allora saremo veramente soddisfatti!
Quando ha scelto Tecna?
Non so se parlare di scelta , preferisco parlare di incontro, ci siamo incontrati grazie al distributore di zona Pura cosmetica, ed al mio rappresentante Massimo…, poi ho avuto il piacere di conoscere chi ha fondato questa azienda, e che dire… mi sono riconosciuto iln loro, nel loro modo di fare di essere, un’azienda dalle grandi idee, dal’elevatissima qualità, con un approccio semplice e lineare, quello che io cerco di essere e di avere nei miei saloni. In poce parole ho scelto Tecna perché mi sento in sintonia su tutti i fronti.E con i clienti come ha comunicato la scelta di cambiare prodotti?
Cerchiamo di conoscerci meglio…. :” quali parole la infastidiscono di più?”
Odio sentir parlare di Crisi e di Stress!!La crisi c’è ed è finanziaria, ma come tutte le cose va cavalcata con professionalità, è come l’onda per un surfista, devi saper vedere l’opportunità, e non solo la massa d’acqua che rischia di travolgerti, io ho scelto di spiegare alla mia squadra che chi gioca bene, gioca sempre, e che non dobbiamo pensare come singoli individui, ognuno per se, ma che dobbiamo essere compatti e forti, per continuare a vincere, e considerando la crescita che abbiamo avuto nei primi due mesi dell’anno, se la crisi è questa, a noi ci fa bene!! E poi quando c’è la qualità dei servizi, dei prodotti offerti la cliente può diminuire i passaggi mensili, ma tende ad aumentare la fiches media, e soprattutto si incrementa il numero delle clienti alla ricerca dei saloni Bio- Etici.
La parola Stress, invece, non la sopporto, perché fondamentalmente non dice nulla, è una maschera per non esprimere i sentimenti reali che si stanno provando. È l’alibi per non esporsi con i veri sentimenti, di rabbia, di stanchezza, frustrazione od altro, se diamo il nome giusto alle cose, forse possiamo anche trovare la giusta soluzione.
Una domanda per Anna:”donna, moglie, mamma, titolare di salone….”
Sembra difficile, ma fondamentalmente gestisco il salone, nella stessa maniera in cui gestisco la famiglia, con affetto, amore, e dedizione … secondo Bruno, anche troppa dedizione!!Le difficoltà sono pari alle gioie, quando scegli l’atteggiamento famigliare e quasi genitoriale con i collaboratori, si crea un grande filing, ma è anche vero che spesso quattro genitori son troppi e quindi forse in salone bisogna saper essere un più una guida che una famiglia, ma il mio modo di essere èn questo, alcune volte capita che un collaboratore scelga un'altra strada, e da buon genitore, io lascio la porta sempre aperta, se vuoi bene, vuoi bene sempre…. Poi io in negozio ho con me uno dei miei gioielli: Eleonora, mia figlia grande, che prima mi ha dato la gioia di vederla laurearsi e poi la grande rivelazione della passione per il nostro lavoro, per tutto ciò che riguarda il benessere a 360 °. Che posso desiderare di più?
Bruno …Un suggerimento per i suoi colleghi...
Io penso che bisogna rivalutare i veri valori, sfrondare la vita edi saloni da tutte quelle “ inutilità che ci rendono infelici.
Ricordiamo il vero “valore del lavoro” ai nostri collaboratori, insegniamo il rispetto per questa professione.
Purtroppo la burocrazia ci ha trasformati in parte da “artigiani dei capelli”, ad “artigiani delle carte”.
Non dobbiamo demoralizzarci , ma continuare, anzi incominciare davvero a farci sentire come categoria, come professionisti attivi nella società...
E poi non dimentichiamoci che l’entusiasmo è la vera energia di questa professione, io mi sono emozionato quando ho capito che grazie a Tecna potevo smettere di parlare di semplice colore, e potevo parlare di terapista dell’area tecnica; finchè mi emozionerò continuerò ad esplorare il meraviglioso mondo del Bell’Essere…
Paola d'Andria






